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Museo Contadino della Bassa Pavese
Via Roma 1, 27010
Santa Cristina e Bissone
Tel.
0382-70121, fax. 0382- 71351 (Municipio)
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Tipologia:
etnografico Anno di fondazione
1984 Ingresso
gratuito, ma è gradita una offerta
Progetto
e prospettive
Negli ultimi decenni l'agricoltura nel
nostro Paese, ma non solo, è stata investita da importanti
trasformazioni. La vecchia, radicata, contrapposizione tra città e
campagna, tra un mondo contadino sostanzialmente fermo e un mondo urbano
invece in evoluzione, ha ormai cambiato di significato. Non è però
ancora del tutto chiara la fisionomia di ciò che ha preso il posto del
tradizionale "mondo contadino". Con la scomparsa del mondo contadino,
tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, in diverse parti del paese
sono nati i musei contadini, chiamati anche della "cultura materiale".
In particolare l’impianto che li contraddistingue è quello etnografico,
con una forte tendenza alla riscoperta della cultura popolare.
Tale fenomeno, che diversi critici hanno palesato essere effimeri
bollandoli di demagogia e romanticismo, sono in realtà il sintomo di
profondi processi. Un tentativo di compensazione simbolica rispetto
all'avanzare di quello che oggi viene descritto come mondializzazione.
In particolare il rapporto col territorio, la ricerca delle proprie
radici e la difesa dell'identità non sono ancora in grado di leggere il
fenomeno da cui traggono origine. La stessa modernizzazione
tecnico-scientifica dell'agricoltura è solo una delle articolazioni del
prodotto della terza rivoluzione industriale.
Nasce da qui la
volontà di realizzare un museo e centro di documentazione che vuole
visualizzare e studiare la civiltà contadina. Ciò si concretizza con la
realizzazione di un’esposizione permanente dedicata alla civiltà
contadina; del suo modo di produrre comprese le inevitabili
contraddizioni, all'interno di una superficie di oltre 200
mq. collocata in una struttura risalente agli anni venti. La posizione
geoeconomica in si colloca il Museo permette un potenziale pubblico di
visitatori provenienti dall’intera Regione Lombardia. L'esposizione,
divisa in sezioni monotematiche, abbracciano uno spessore temporale
rappresentando il modo di vita e di lavoro sino al decennio successivo
alla fine della II guerra mondiale. L’approccio diventa particolarmente
facile perché giocato sull'impatto visivo derivato degli attrezzi di
lavoro, e più approfondito mediante i documenti risalenti al periodo
sopra accennato. Per le generazioni adulte diventa spazio della memoria
vissuta, ciò attirerà la loro attenzione e li indurrà a spiegarne il
funzionamento, a coinvolgere altre persone, a dialogare con i più
giovani. Per quest’ultimi un “mondo” da scoprire ed impadronirsi.
A completamento delle
sezioni si sono inserite immagini, cartografie, pannelli illustrativi,
testi e manuali d'epoca, plastici ecc. permettendo di contestualizzare
l’insieme dell’esposizione. Anche in questo caso ci si è prefissi di
giocare sui due tasti del coinvolgimento emotivo e della conoscenza,
della memoria e della storia. Quindi non una generica evocazione del
"mondo che abbiamo perduto" ma la proposta di un percorso preciso nello
spazio e nel tempo, della "bassa pavese", sino alle soglie della grande
trasformazione. Sullo sfondo ci sarà anche la geografia storica del
paesaggio agrario, il territorio assunto quale documento di processi che
si svolgono nel lungo periodo. In primo piano, attraverso pochi oggetti
emblematici e sobrie ricostruzioni, il lavoro e la vita quotidiana nei
diversi momenti, mestieri, ruoli sociali e di genere.
Le varie sezioni
sono state concepite in termini strettamente didattici, pensando alle
scuole ma anche al pubblico adulto. Un percorso in verticale
contrappuntato da una sintetica tipologia dedicata alle principali
attività. In poche tappe si ripercorrono le caratteristiche della
civiltà contadina.
In generale l'esposizione, senza
rinunciare ad elementi di forte impatto visivo ed emotivo, punta ad
incrementare la conoscenza e l’approfondimento della cultura contadina
della zona della Bassa pavese, mentre i temi cruciali quali, la qualità
della vita nel periodo che si vuole rappresentare, la sua emancipazione,
le contraddizioni tra classi sociali ecc. saranno affidate alla ricerca
utilizzando in modo privilegiato la memoria diretta dei protagonisti
ancora in vita, meglio ancora se sviluppata dalle scuole che vorranno
cimentarsi
Si aggiunge alla
esposizione una biblioteca di testi inerenti alla tipologia del Museo
e un archivio fotografico con relativa
catalogazione, la pubblicazione di ricerche e la raccolta di
testimonianze orali, iniziative locali sulla cultura popolare,
definizione di uno specifico itinerario sul territorio, implementazione
del sito Web, uno specifico programma indirizzato alle scuole del
territorio.


Guida espositiva
Il Museo è
insediato in un fabbricato risalente agli anni 20, del XX secolo,
recuperato e adattato allo scopo con oltre 200 mq. di spazio espositivo.
Consistenza: oltre 2000 attrezzi, mostre fotografiche permanenti
ed itineranti, raccolta di fotografie, biblioteca, documenti storici e
video che riprendono scene di lavoro, testimonianze di contadine e
documentaria del museo.
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Donazioni
• E' auspicata e
gradita la donazione di materiale, attrezzi,
fotografie, cartoline e documenti riguardanti il lavoro e
la civiltà contadina
• Gli attrezzi, i
documenti e le fotografie sono
catalogati con un apposito programma informatico |
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Ricevimento gruppi
• Per l'accesso di gruppi
scolastici e associazioni è preferibile la prenotazione telefonica
Regolamento
• Nelle sale del Museo è
consentito l'uso della macchina fotografica
• Per la pubblicazione di
fotografie eseguite nel Museo è richiesta la citazione
Didattica
• Materiale didattico e
piccola guida del museo disponibili all'accoglienza.
•
Nell'ambito del programma per l'educazione alla conoscenza del
patrimonio culturale, viene offerta, ad associazioni di
volontariato, organizzazioni sociali, umanitarie e d’interesse
agricolo, previa prenotazione, la possibilità di richiedere visite
guidate. |
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Modalità d'esposizione
Gli
attrezzi sono raggruppati ed esposti tenendo conto del loro
utilizzo. Un preciso percorso permette di farsi una precisa
opinione di come si svolgeva il lavoro e la funzione di ogni
singolo attrezzo.
Aree
esposte
Il
Territorio
Governo della stalla e degli animali
Lavorazione del latte
La
campagna
Il
fabbro e il falegname
La
coltivazione della vite
Il
Boscaiolo
La
cucina
I
trascänt
L’aia
Pesi e
misure
Aratri
di grandi dimensioni
Mostra
fotografica "äl
masulàr"
Mostra
fotografica “dissoluzione della civiltà contadina”
Mostra varietà di riso
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