Delibera del Consiglio Comunale di S.Cristina e Bissone - Provincia di Pavia

Statuto  e Regolamento

 

Art. 1 ATTO DI COSTITUZIONE

E’ costituito il civico Museo Contadino della Bassa Pavese.

Istituito con deliberazione consiliare n. 10 del 20/02/1984 , modificata con deliberazione consiliare n. 03 del 26/02/1998.

Il museo è un centro di ricerca etnografica, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, che mette a disposizione del pubblico ed espone a fini di studio, educazione e diletto, i beni materiali ed i beni immateriali, gli oggetti e le testimonianze,acquisiti mediante la ricerca

Art. 2 SEDE E FINI

Il Museo Contadino della Bassa Pavese ha la propria sede in Via Roma, 1;

Il Museo si propone di promuovere, esporre, illustrare al pubblico il materiale raccolto nonché di promuovere e organizzare mostre, conferenze relative ai mezzi di lavorazione nei campi della popolazione contadina.

Il Museo Contadino della Bassa Pavese si propone in particolare di:

a)raccogliere , conservare, ordinare e studiare le testimonianze presenti nel territorio che si riferiscono alla storia, all’economia, al lavoro, alla vita quotidiana, al folklore, ai dialetti, ai costumi ed a gli usi della gente che ha vissuto e vive nella Bassa Pavese;

b)promuovere la conservazione della tradizione e delle tecnologie che sono patrimonio della gente della zona della Bassa Pavese;

c)promuovere la valorizzazione del patrimonio paesaggistico ed architettonico di interesse etnografico del territorio in collaborazione con enti pubblici ed associazioni private;

d)contribuire alla diffusione della conoscenza e dello studio dell’etnografia della Bassa Pavese, collaborando con i Comuni , le Province, le istituzioni interessate e le scuole di ogni ordine e grado;

e)realizzare attività dirette alla educazione permanente dei cittadini e alla valorizzazione turistica del territorio;

f)diffondere la sensibilità antropologica nei propri visitatori e nella popolazione del territorio anche attraverso collaborazioni con altri musei, con le università e con altri istituti scientifici, in particolare del settore etnoantropologico

Art. 3 FINANZIAMENTO

Il Comune provvede alla sede, al mantenimento ed al funzionamento del Museo, stanziando annualmente a tale scopo nel bilancio un apposito fondo in relazione alla necessità e secondo la disponibilità, tenendo conto delle iniziative programmate

Art. 4 ORGANI

Organi del Museo Contadino della Bassa Pavese sono Il Comitato Direttivo ed il Presidente.

Il Comitato Direttivo è composto da n. 7 membri, dei quali: n. 2 consiglieri comunali di cui n. 1 designato dalla maggioranza e n. 1 dalla minoranza;

N. 5 componenti nominati dal Sindaco di cui n. 4 scelti tra i soggetti ritenuti idonei a contribuire al conseguimento del fine Statutario e n. 1 componente designato dalla Commissione Biblioteca;

I componenti durano in carica 5 anni e devono comunque essere rinominati alla scadenza del mandato dell’Amministrazione Comunale sono rieleggibili.

Il Presidente del Museo viene nominato in seno al Comitato direttivo. Tutte le cariche sono gratuite. Le deliberazioni del Comitato Direttivo dovranno prendersi a maggioranza di voti con la presenza della maggioranza di componenti.

Art. 5 PRESIDENTE-funzioni

Il Presidente cura e tiene i registri di carico e scarico dei materiali, custodisce gli inventari. Provvede alla gestione per quanto riguarda la sistemazione dei locali, la cura, l'orientamento e l'incremento delle raccolte e l'aggiornamento degli inventari. Alla fine di ogni anno il Presidente è tenuto a presentare una relazione al Consiglio Comunale, sui lavori compiuti e sulle spese fatte e da farsi in modo da dare la possibilità all'Amministrazione Comunale di provvedere per gli opportuni stanziamenti in bilancio.

Art. 6 COMITATO DIRETTIVO- funzioni

Il Comitato Direttivo coadiuva il Presidente nell'esplicazione dei suoi compiti. Esamina tutti i provvedimenti d'ordine generale concernenti il museo, il finanziamento, i progetti per quanto riguarda la sede, la sistemazione dei locali, le provviste di attrezzature e li trasmette con il proprio parere all'Amministrazione Comunale.

Predispone il programma delle iniziative e lo presenta all’Amministrazione Comunale entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento.Predispone la proposta di nuovo regolamento o di modifiche al regolamento stesso ed allo ed allo Statuto e le trasmette all’Amministrazione Comunale per l’Approvazione da parte del Consiglio Il Comitato Direttivo si riunisce almeno due volte all'anno per rendere conto, su relazione del Presidente, della conduzione del Museo e per programmare i lavori da svolgere.

Art. 7 CUSTODIA

Al servizio di custodia e di protezione della sede e delle raccolte del museo provvede il Comune d'intesa con Comitato Direttivo.

Art. 8 ORARI

Gli orari di apertura e di chiusura del Museo del Contadino sono stabiliti dal Comitato Direttivo, d'intesa con il Comune, anche in relazione alla disponibilità del personale addetto.

 

 

PRESENTAZIONE DEL MUSEO

Il Museo contadino della Bassa Pavese è stato istituito nel 1984 con la fondamentale collaborazione di un gruppo di cittadini di Santa Cristina e Bissone appassionati di storia e tradizioni locali, in particolare del mondo contadino. Dal 2004 l'Amministrazione Comunale ha destinato ad esclusivo uso del Museo l’immobile dove è attualmente la sede.

Il patrimonio del Museo consta di oltre 4000 attrezzi ordinati per tipologia d'attività.

Oltre alla continua raccolta di attrezzi e al loro riordino, l'attività è concentrata in ricerche e pubblicazioni effettuate in collaborazione con appassionati, con le scuole elementari e le medie inferiori presenti sul territorio. Inoltre prosegue la raccolta di materiale fotografico riguardante il territorio e i mestieri di un tempo oltre alle testimonianze orali, rigorosamente in dialetto.

E' intenzione del Museo allargare la sua area d'influenza. Pertanto, sono ben accette ricerche storiche, monografie, video, documenti, manifesti e attrezzi riguardanti la civiltà contadina in generale. Il Museo è interessato a scambi culturali con altri Musei, Fondazioni ed Enti e con chiunque volesse portare la sua testimonianza al riguardo.

tipologia: etnografico       

Anno di fondazione 1984         

Ingresso gratuito, ma è gradita una offerta

 

Progetto e prospettive

Negli ultimi decenni l'agricoltura nel nostro Paese, ma non solo, è stata investita da importanti trasformazioni. La vecchia, radicata, contrapposizione tra città e campagna, tra un mondo contadino sostanzialmente fermo e un mondo urbano invece in evoluzione, ha ormai cambiato di significato. Non è però ancora del tutto chiara la fisionomia di ciò che ha preso il posto del tradizionale "mondo contadino". Con la scomparsa del mondo contadino, tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, in diverse parti del paese sono nati i musei contadini, chiamati anche della "cultura materiale". In particolare l’impianto che li contraddistingue è quello etnografico, con una forte tendenza alla riscoperta della cultura popolare. Tale fenomeno, che diversi critici hanno palesato essere effimeri bollandoli di demagogia e romanticismo, sono in realtà il sintomo di profondi processi. Un tentativo di compensazione simbolica rispetto all'avanzare di quello che oggi viene descritto come mondializzazione. In particolare il rapporto col territorio, la ricerca delle proprie radici e la difesa dell'identità non sono ancora in grado di leggere il fenomeno da cui traggono origine. La stessa modernizzazione tecnico-scientifica dell'agricoltura è solo una delle articolazioni del prodotto della terza rivoluzione industriale.

Nasce da qui la volontà di realizzare un museo e centro di documentazione che vuole visualizzare e studiare la civiltà contadina. Ciò si concretizza con la realizzazione di un’esposizione permanente dedicata alla civiltà contadina; del suo modo di produrre comprese le inevitabili contraddizioni, all'interno di una superficie di oltre 200 mq. collocata in una struttura risalente agli anni venti. La posizione geoeconomica in si colloca il Museo permette un potenziale pubblico di visitatori provenienti dall’intera Regione Lombardia. L'esposizione, divisa in sezioni monotematiche, abbracciano uno spessore temporale rappresentando il modo di vita e di lavoro sino al decennio successivo alla fine della II guerra mondiale. L’approccio diventa particolarmente facile perché giocato sull'impatto visivo derivato degli attrezzi di lavoro, e più approfondito mediante i documenti risalenti al periodo sopra accennato. Per le generazioni adulte diventa spazio della memoria vissuta, ciò attirerà la loro attenzione e li indurrà a spiegarne il funzionamento, a coinvolgere altre persone, a dialogare con i più giovani. Per quest’ultimi un "mondo" da scoprire ed impadronirsi. 

A completamento delle sezioni si sono inserite immagini, cartografie, pannelli illustrativi, testi e manuali d'epoca, plastici ecc. permettendo di contestualizzare l’insieme dell’esposizione. Anche in questo caso ci si è prefissi di giocare sui due tasti del coinvolgimento emotivo e della conoscenza, della memoria e della storia. Quindi non una generica evocazione del "mondo che abbiamo perduto" ma la proposta di un percorso preciso nello spazio e nel tempo, della "bassa pavese", sino alle soglie della grande trasformazione. Sullo sfondo ci sarà anche la geografia storica del paesaggio agrario, il territorio assunto quale documento di processi che si svolgono nel lungo periodo. In primo piano, attraverso pochi oggetti emblematici e sobrie ricostruzioni, il lavoro e la vita quotidiana nei diversi momenti, mestieri, ruoli sociali e di genere.

Le varie sezioni sono state concepite in termini strettamente didattici, pensando alle scuole ma anche al pubblico adulto. Un percorso in verticale contrappuntato da una sintetica tipologia dedicata alle principali attività. In poche tappe si ripercorrono le caratteristiche della civiltà contadina. In generale l'esposizione, senza rinunciare ad elementi di forte impatto visivo ed emotivo, punta ad incrementare la conoscenza e l’approfondimento della cultura contadina della zona della Bassa pavese, mentre i temi cruciali quali, la qualità della vita nel periodo che si vuole rappresentare, la sua emancipazione, le contraddizioni tra classi sociali ecc. saranno affidate alla ricerca utilizzando in modo privilegiato la memoria diretta dei protagonisti ancora in vita, meglio ancora se sviluppata dalle scuole che vorranno cimentarsi

Si aggiunge alla esposizione una biblioteca di testi inerenti alla tipologia del Museo e un archivio fotografico con relativa catalogazione, la pubblicazione di ricerche e la raccolta di testimonianze orali, iniziative locali sulla cultura popolare, definizione di uno specifico itinerario sul territorio, implementazione del sito Web, uno specifico programma indirizzato alle scuole del territorio.

 

Guida espositiva

Il Museo è insediato in un fabbricato risalente agli anni 20, del XX secolo, recuperato e adattato allo scopo con oltre 200 mq. di spazio espositivo. Consistenza: oltre 2000 attrezzi, mostre fotografiche permanenti ed itineranti, raccolta di fotografie, biblioteca, documenti storici e video che riprendono scene di lavoro, testimonianze di contadine e documentaria del museo.

Modalità d'esposizione

Gli attrezzi sono raggruppati ed esposti tenendo conto del loro utilizzo. Un preciso percorso permette di farsi una precisa opinione di come si svolgeva il lavoro e la funzione di ogni singolo attrezzo.

Aree esposte

Il Territorio

Governo della stalla e degli animali   Lavorazione del latte

La campagna

Il fabbro e il falegname

La coltivazione della vite

Il Boscaiolo

La cucina

I trascänt

L’aia

Pesi e misure

Aratri di grandi dimensioni 

Mostra fotografica "äl masulàr

Mostra fotografica "dissoluzione della civiltà   contadina

Mostra varietà di riso

 

Regolamento

Ricevimento gruppi

• Per l'accesso di gruppi scolastici e associazioni è necessaria la prenotazione telefonica

• Nelle sale del Museo è consentito l'uso della macchina fotografica. Per la pubblicazione di fotografie eseguite nel Museo è obbligatorio il permesso preventivo, questo dovrà essere richiesto al Presidente del Comitato direttivo del Museo il quale sentita il Comitato concederà o meno l'autorizzazione. 

Per entrare in possesso di copie di fotografie e/o cartoline e/o documenti vari depositate/i presso la struttura Museale (per copia di fotografie e/o cartoline e/o documenti vari depositate/i presso la struttura Museale, si intende la scansione con scanner piano formato A4) e per le riprese filmate all'interno del Museo, il permesso viene rilasciato dal Presidente il Comitato direttivo sentito il Comitato stesso e comunque dietro un versamento di un canone stabilito annualmente cosi definito per l'anno in corso: da 1 (una) a 10 (dieci) immagini, Euro 7 + costo del supporto magnetico per ogni immagine; superiore a 10 (dieci) immagini, Euro 6 + costo del supporto magnetico per ogni immagine. Sono comunque fatti salvi i diritti d'autore e/o degli eredi in ragione del fatto che i documenti e le immagini che sono stati donati o fornita copia al Museo stesso possono essere utilizzati dal Museo per esplicita convenzione con gli interessati  per produrre proprie ricerche e/o mostre ma non sono di esclusiva proprietà del Museo stesso. Particolari esigenze verranno esaminate caso per caso.           

Didattica

• Materiale didattico e piccola guida del museo disponibili all'accoglienza. 

• Nell'ambito del programma per l'educazione alla conoscenza del patrimonio culturale, viene offerta, ad associazioni di volontariato, organizzazioni sociali, umanitarie e d’interesse agricolo, previa prenotazione, la possibilità di richiedere visite guidate.

 

home